ESAME OBIETTIVO
L’esame obiettivo è il momento essenziale del metodo. Il protocollo riguarda una metodologia di osservazione assolutamente individuale del corpo che permette di “fotografare” la situazione di quel corpo in quel momento e di confrontarlo con una morfologia ideale, perfettamente simmetrica ed armonica.
Per un occhio esperto, l’esame richiede pochissimi minuti.
Si osserva il paziente in stazione eretta, spogliato, a piedi uniti, prima di spalle, poi di fronte e infine di profilo, annotando su un’apposita scheda tutti i dettagli che non sono conformi alla morfologia ideale di quel corpo.
In questo modo si possono identificare con tempestività problemi posturali che possono richiedere sedute di riequilibrio o, nei casi più seri, la necessità di visite specialistiche.
Si comincia osservando la posizione e l’appoggio dei piedi, la forma degli arti inferiori, in particolare la rotazione delle ginocchia, la morfologia del tronco, l’asse della colonna vertebrale, l’allineamento delle scapole e delle spalle, che non devono essere né risalite né ruotate, le braccia che non devono essere né rigide né flesse, e la posizione della testa, che non deve essere anteposta ma in asse.
Il bertelista sia medico, sia operatore della salute, sia armonizzatore muscolare deve compilare un’apposita scheda per documentare gli esiti dell’esame obiettivo con immagini fotografiche davanti a una tavola quadrettata o dietro a un reticolo quadrettato e su pedana con apparecchio fotografico in posizione fissa, persona in piedi, di schiena, di fronte e dei due profili laterali.
Il bertelista deve misurare con un altimetro l’altezza prima e dopo la seduta per documentare variazioni di altezza, monitorandola nel tempo.
Queste valutazioni vengono eseguite prima e dopo ogni seduta in termini di esame obiettivo ed altezza rilevata, con immagini fotografiche dopo ogni seduta oppure dopo un certo numero di sedute (con frequenza ogni 5, 10, 15, 20 sedute, oppure ogni 3 – 6 mesi).

