Ho conosciuto Laura ed il metodo durante l’ultimo anno di fisioterapia e mi ha cambiato la vita, sia professionale che personale.

Sono sempre stato appassionato di fisica e biomeccanica, quando lessi “Il tuo corpo ti parla”, mi risuonò subito l’argomento delle catene muscolari.

Facendo calcio da moltissimi anni, ritrovai subito tale concetto nel mio corpo e mi resi conto come mai tutte le stagioni, durante la preparazione precampionato, quando dal rafforzamento muscolare passavamo alla velocità, m’infortunavo sistematicamente ai bicipiti femorali. L’immagine che mi venne in mente, anche se non proprio attinente alla conformazione delle catene muscolari, era di indossare un vestito di qualche taglia più piccolo per poi provare a fare movimenti ampi, è molto probabile che il vestito si usuri e si laceri (infortuni) e che lo scheletro si compatti con conseguente riduzione degli spazi articolari (problemi articolari, artrosi).

Quindi il primo innamoramento per il metodo è nato puramente meccanico, vedere persone sovraccariche e tese cambiare e respirare dal momento che si detendono anche solo un po’ queste catene muscolari è stato fin da subito emozionante; non avevo mai sperimentato niente che potesse avvicinarsi a tale effetto e cambiasse così tanto le persone.

Lavorando ho iniziato a capire meglio la frase “il tuo corpo ti parla” e questo mi ha cambiato la vita a livello personale, perché non puoi proporre una cosa se non la vivi in prima persona.

Vivere ascoltandosi è qualcosa che consente di fare la cosa giusta per il proprio cammino, quindi vivere meglio con se stessi e conseguentemente con gli altri.

Il corpo ci parla e va ascoltato, trasmetterlo agli altri li può aiutare ad andare verso l’indipendenza, e rendere le persone indipendenti credo sia il vero fine ultimo del terapista.

Paolo Biagi fisioterapista